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*20

"Per dirla più semplicemente: non avevo impegni di lavoro o sentimento; avevo quel tanto, poco o molto (ma fingevo fosse poco), che mi consentiva di soddisfare ogni bisogno o capriccio; non avevo né un programma né una meta (se non quelle, fortuite, delle ore dei pasti e del sonno); ed ero solo. Nessuna inquietudine, nessuna apprensione. Tranne quelle, oscure e irreprimibili, che ho sempre avute, del vivere e per il vivere; e vi si innestavano e diramavano l’inquietudine e l’apprensione per l’atto di libertà che dovevo pur fare: ma leggere e leggermente stordite, come mi trovassi dentro un giuoco di specchi, non ossessivo ma luminoso e quieto come l’ora e i luoghi che percorrevo, pronto a ripetere, a moltiplicare, quando sarebbe scattato, quando avrei voluto farlo scattare, il mio atto di libertà."

Leonardo Sciascia, Todo modo

*24

"(…) dal peso cattivo
un giorno anch’io il Bello creerò."

Osip Ėmil’evič Mandel’štam, Notre Dame

(Fonte: nuoviargomenti.net)

*13
*14

Sono schiavo.

*88

"I took a deep breath and listened to the old brag of my heart: I am, I am, I am."

Sylvia Plath, The Bell Jar

(Fonte: inthemoodtodissolveinthesky)

*60

"A scrivere ho imparato dagli amici,
ma senza di loro. Tu m’hai insegnato
a amare, ma senza di te. La vita
con il suo dolore m’insegna a vivere,
ma quasi senza vita, e a lavorare,
ma sempre senza lavoro. Allora,
allora io ho imparato a piangere,
ma senza lacrime, a sognare, ma
non vedo in sogno che figure inumane.
Non ha più limite la mia pazienza.
Non ho pazienza più per niente, niente
più rimane della nostra fortuna.
Anche a odiare ho dovuto imparare
e dagli amici e da te e dalla vita intera."

Beppe Salvia

(Fonte: poesia.it)

*37
*35
*17

Hozier, Take Me To Church

"La vecchia mano
ancora scrive versi
per dimenticare."

Jorge Luis Borges, Haiku no.17, da La cifra 

(Fonte: inthemoodtodissolveinthesky)

*28

"Ritorno da Hélène Lagonelle. Si è buttata su una panchina e piange perché crede che lasci il pensionato. Mi siedo accanto a lei. Sono sopraffatta dalla bellezza del suo corpo appoggiato contro il mio. È un corpo sublime, libero sotto il vestito, a portata di mano. Seni come quelli non li ho mai visti. Non li ho mai toccati. È impudica Hélène Lagonelle, e non se ne accorge, va in giro nuda nei dormitori. Una delle cose più belle che Dio abbia creato è il corpo di Hélène Lagonelle, incomparabile, con quel suo equilibrio tra la statura e i seni sporgenti che sembrano esistere per sé soli, separati dal corpo. Nulla è più straordinario di questa rotondità dei seni portati come un accessorio e offerti alle mani altrui."

Marguerite Duras, L’amante

(Fonte: prettybookish, via bookprince)

(Fonte: womenread, via bookprince)